Presso l'ETSi si è tenuto il primo incontro di STRATOLASER, il progetto volto alla rimozione dei detriti spaziali
Presso l'ETSi si è tenuto il primo incontro di STRATOLASER, il progetto volto alla rimozione dei detriti spaziali
STRATOLASER (Stratospheric balloon-based laser ablation system for space debris removal) è un nuovo progetto internazionale guidato dal GRVC Robotics Lab. Con oltre 2.500 satelliti dismessi, 36.500 detriti di dimensioni superiori a 10 cm e 1 milione di detriti di dimensioni comprese tra 1 e 10 cm in orbita attorno alla Terra, i detriti spaziali sono diventati un problema che può minacciare la sicurezza degli oggetti spaziali attivi. STRATOLASER, un progetto del programma EIC Pathfinder finanziato dalla Commissione Europea, mira a risolvere questo problema attraverso un approccio innovativo: decelerare questi detriti mediante ablazione con un laser all'avanguardia lanciato dalla Terra su un pallone stratosferico.
Al primo incontro, tenutosi il 2 e 3 ottobre presso la Scuola Tecnica Superiore di Ingegneria dell'Università di Siviglia, hanno partecipato il consorzio internazionale del progetto, nonché membri di altre organizzazioni come l'Agenzia Spaziale Europea
Questa iniziativa mira a rafforzare la protezione delle infrastrutture spaziali dell'UE con costi ridotti, minore manutenzione, maggiore versatilità e un accesso orbitale più ampio rispetto ad altre soluzioni spaziali, grazie all'eliminazione dell'attenuazione atmosferica e alla riduzione della dispersione del fascio laser. STRATOLASER condurrà la prima campagna sperimentale per dimostrare la fattibilità del concetto di rimozione dei detriti stratosferici mediante ablazione laser, raggiungendo il Livello di Maturità Tecnologica (TRL) 4 e gettando le basi della tecnologia. Utilizzando due palloni stratosferici, uno che trasporta un detrito e l'altro un laser pulsato su piccola scala e specchi relè, gli esperimenti monitoreranno l'ablazione a diverse distanze. Ulteriori test includeranno la scansione laser dei detriti
orbitali, concentrandosi sul ritorno del segnale senza raggiungere la soglia di ablazione a causa delle limitazioni di potenza.
Oltre alla leadership del GRVC, questo progetto si avvale dell'esperienza e della tecnologia di cinque importanti partner internazionali: B2Space, responsabile dello sviluppo dei palloni stratosferici, il centro HiLASE e il Center for Pulsed Lasers (CLPU) si occuperanno della tecnologia laser e degli specchi relè, il rilevamento dei detriti spaziali tramite radar sarà effettuato dal Fraunhofer FHR e la Sapienza Università di Roma sarà responsabile del calcolo delle orbite per la rimozione dei frammenti.
Tutti questi partner erano presenti al primo incontro di STRATOLASER, tenutosi il 2 e 3 ottobre presso la Scuola Tecnica Superiore di Ingegneria (ETSi). Hanno partecipato anche esperti di Airbus Defence and Space, CATEC, il Centro Aerospaziale Tedesco (DLR), l'Agenzia Spaziale Spagnola e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Oltre alle presentazioni di ciascun esperto, l'evento si è concentrato sull'organizzazione dei vari pacchetti di lavoro, sulla strutturazione delle attività e sulla definizione delle scadenze per le fasi iniziali del progetto. È stata inoltre effettuata una visita alle strutture del GRVC Robotics Lab per conoscere gli ultimi progetti del gruppo, assistere a una dimostrazione dal vivo di alcuni dei robot creati dai suoi esperti e visionare i componenti che faranno parte dello sviluppo di STRATOLASER. Questa iniziativa innovativa si svolgerà nell'arco di 36 mesi e il prossimo incontro, previsto per marzo 2026 nella Repubblica Ceca, farà il punto sui progressi già in corso.