Progetto Aracne

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Breve panoramica

L'obiettivo è quello di gettare le basi metodologiche e informatiche per lo studio dei tessuti con cui sono state avvolte e rivestite le mummie del ritrovamento storico di Deir el-Bahari

La tecnologia spagnola, sviluppata per svelare i segreti dei grandi capolavori della pittura, ha compiuto un passo senza precedenti nell'archeologia egizia. Il software Aracne, uno strumento pionieristico sviluppato congiuntamente in oltre un decennio dall'Università di Siviglia (USA) e dal Museo Nazionale del Prado (MNP), ha iniziato ad essere applicato all'analisi di tessuti unici rinvenuti nella necropoli tebana di Luxor.

Il professore Juan José Murillo Fuentes, della Scuola Tecnica Superiore di Ingegneria (ETSI) dell'Università di Siviglia, e ricercatore e restauratore Laura Alba CarcelénSpecialisti dell'Ufficio di Documentazione Tecnica del Museo Nazionale del Prado si sono recati allo scavo archeologico del Progetto C2 su invito del suo co-direttore, il professor José Ramón Pérez-Accino, egittologo dell'Università Complutense di Madrid (UCM) e del Ministero delle Antichità egiziano.

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I misteri tessili del "Tesoro Reale"

Lui Progetto C2 Il team di ricerca sta studiando uno dei siti più affascinanti e complessi della Valle delle Mummie Reali, vicino a Deir el-Bahari, dove nell'antichità decine di faraoni venivano nascosti per proteggerli dai saccheggiatori. In una delle tombe scavate dalla missione dell'Università Complutense è stata rinvenuta una collezione unica di tessuti antichi. Le prove suggeriscono che questi tessuti potrebbero essere collegati al rituale di ricondizionamento dei corpi mummificati nella famosa Cachette Reale, un processo chiave nella storia della conservazione funeraria nell'antico Egitto.

 

Fino ad ora, la caratterizzazione di queste tipologie di tessuti antichi si basava su metodi manuali molto lenti ed era condizionata dal fragile stato di conservazione delle fibre.



Da Velázquez o Rubens agli artigiani del Nilo

Per superare questa sfida, entra in gioco Aracne. Originariamente progettato per elaborare e misurare automaticamente la densità dei fili, la direzione dell'ordito e della trama e le irregolarità della tela a partire da immagini tecniche e radiografie, questo software – che l'ETSi dell'Università di Siviglia e il Museo del Prado stanno già mettendo a disposizione della comunità scientifica internazionale – è stato fondamentale per risolvere complesse questioni di paternità, datazione e provenienza nella galleria d'arte di Madrid.

 

Durante la campagna a Luxor, il team di Murillo Fuentes e Alba Carcelén ha avuto accesso diretto al materiale tessile rinvenuto. Il loro lavoro sul campo consisteva nella selezione, preparazione, conservazione e acquisizione di fotografie ad alta risoluzione, seguendo rigorosi protocolli di conservazione preventiva, in modo che le immagini potessero essere elaborate digitalmente dalla piattaforma informatica esterna a Luxor.



Un nuovo strumento per l'egittologia

La collaborazione si prefigge due obiettivi fondamentali: da un lato, convalidare l'efficacia e la precisione degli algoritmi di Aracne su fibre vegetali e tessuti provenienti dall'Egitto dinastico; dall'altro, gettare le basi per adattare il software stesso alle peculiarità dei tessuti archeologici.

 

"L'applicazione di Arachne a Luxor dimostra la straordinaria versatilità del trasferimento tecnologico derivante dal patrimonio culturale", osservano i ricercatori. Questo traguardo apre la strada a una procedura standardizzata, non invasiva e riproducibile che consentirebbe ad archeologi ed egittologi di tutto il mondo di classificare, abbinare frammenti e svelare i processi di produzione tessile nell'antico Egitto, con il supporto di un software dedicato.

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