Il team FyCUS, unico finalista spagnolo nella NASA Space Apps Challenge 2025

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Il team FyCUS dell'Università di Siviglia è l'unico finalista spagnolo nella NASA Space Apps Challenge 2025

Il team FyCUS dell'Università di Siviglia ha raggiunto un traguardo internazionale essendo stato selezionato dalla NASA come uno dei 45 finalisti globali del Sfida internazionale delle app spaziali della NASA 2025, la più grande competizione di innovazione aperta nel settore aerospaziale. Diventa così l'unico rappresentante spagnolo e uno dei soli due team europei ad aver raggiunto questa fase.

L'edizione del 2025 ha registrato numeri record di partecipazione, con 114.094 partecipanti registrati, 551 eventi in 167 paesi e 11.511 progetti presentati. In questo contesto, FyCUS si colloca tra i "Top 45" al mondo, dopo aver superato un rigoroso processo di valutazione internazionale condotto dalla NASA. 

Composta da quattro studenti della Scuola Tecnica Superiore di Ingegneria (ETSi), dove ha sede, e da due della Scuola Politecnica Superiore di Ingegneria (EPS) dell'Università di Siviglia (Ángela Cuéllar Jiménez, Marta Pavón Núñez, Rafael Pérez Salvatierra, Jorge Mallado Rodríguez, Miquel Pozo Font e Francisco José Osuna Ruiz), l'associazione universitaria FyCUS promuove progetti di tecnologia spaziale e l'applicazione operativa delle conoscenze scientifiche e ingegneristiche. 

Dopo aver ottenuto il primo posto nella fase locale organizzata all'inizio di ottobre presso la sede di Siviglia dell'Agenzia Spaziale Spagnola (AEE), il team ha superato diverse fasi di valutazione per posizionarsi tra le proposte più meritevoli del concorso.

FENyX: un sistema di biofabbricazione additiva per il riciclaggio in situ su Marte

Il progetto finalista, FENyX, propone una soluzione completa per la gestione dei rifiuti nelle missioni di lunga durata su Marte. La proposta combina i principi dell'economia circolare e dell'utilizzo delle risorse in situ (ISRU), con l'obiettivo di trasformare i materiali di scarto in risorse edilizie essenziali per l'abitabilità dell'ambiente marziano.

Il sistema sviluppa un metodo di biofabbricazione additiva in grado di processare i rifiuti plastici generati dall'equipaggio, mescolandoli con regolite marziana e combinandoli con microrganismi specializzati. Il processo produce materiali isolanti con elevata resistenza alle radiazioni e alle condizioni estreme del pianeta, con applicazioni dirette nella costruzione e manutenzione delle future infrastrutture abitative.

Secondo Sergio Esteban, vicedirettore dell'innovazione presso ETSi: "Il successo di Ángela, Marta, Rafael, Jorge, Miquel e Francisco José dimostra la solidità della formazione dei nostri studenti e la loro capacità di affrontare le sfide tecnologiche globali. La selezione da parte della NASA colloca il loro lavoro tra le migliori iniziative di innovazione spaziale al mondo e conferma la portata internazionale dell'ingegneria sviluppata presso l'Università di Siviglia."